Nella Mente della Convenzione sull’Eliminazione di Qualunque Forma di Discriminazione nei Confronti delle Donne

Conoscere ed apprendere per avanzare oltre i confini dei propri limiti

Dott. Gianfilippo Orsanigo introduce ai diritti umani ed alla loro analisi psicologica e sociologica.

Nella Mente della Convenzione sull’Eliminazione di Qualunque Forma di Discriminazione nei Confronti delle Donne

 Articolo 1.

Ai fini della presente Convenzione, l’espressione “discriminazione nei confronti della donna” concerne ogni distinzione esclusione o limitazione basata sul sesso, che abbia come conseguenza, o come scopo, di compromettere o distruggere il riconoscimento, il godimento o l’esercizio da parte delle donne, quale che sia il loro stato matrimoniale, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale e civile o in ogni altro campo, su base di parità tra l’uomo e la donna.

L’Articolo 1 della Convenzione sulla discriminazione nei confronti della donna fornisce una definizione chiara ed ampia della discriminazione basata sul genere. Le prospettive psicologiche sono:

  1. Riconoscimento dell’Uguaglianza: L’articolo sottolinea l’importanza dell’uguaglianza di genere e del riconoscimento dei diritti umani fondamentali senza distinzione di sesso. Dal punto di vista psicologico, questo riconoscimento è cruciale per promuovere la fiducia, l’autostima e il senso di valore personale nelle donne, contribuendo ad un benessere psicologico migliore.

  2. Impatto della Discriminazione: La definizione inclusiva di discriminazione riflette la consapevolezza dell’ampio impatto psicologico che la discriminazione può avere sulle donne. L’esperienza di essere trattate senza equità può influenzare l’autostima, la motivazione ed il benessere mentale delle donne, minando la loro partecipazione in diversi ambiti della vita.

  3. Autonomia e Libertà: La protezione dei diritti e delle libertà fondamentali delle donne è centrale. Dal punto di vista psicologico, questo articolo sottolinea l’importanza di creare uno spazio in cui le donne possano sviluppare un senso di agenticità, autonomia e libertà di perseguire i propri obiettivi senza ostacoli basati sul genere.

  4. Empowerment e Crescita: L’eliminazione della discriminazione favorisce l’empowerment delle donne, supportando la loro crescita psicologica, l’autostima e la capacità di superare le sfide. L’accesso equo alle opportunità e ai diritti può contribuire a una migliore salute mentale e al benessere psicologico delle donne.

In sintesi, l’Articolo 1 riconosce l’importanza di garantire l’uguaglianza di genere per preservare la dignità, i diritti umani e il benessere psicologico delle donne, sottolineando il ruolo cruciale di una prospettiva psicologica nel comprendere e affrontare la discriminazione di genere.

Articolo 2.

Gli Stati Parti condannano la discriminazione nei confronti della donna in ogni sua forma, convengono di perseguire con ogni mezzo appropriato e senza indugio, una politica tendente ad eliminare la discriminazione nei confronti della donna, e, a questo scopo, si impegnano a:

a) iscrivere nella loro costituzione nazionale o in ogni altra disposizione legislativa appropriata, il principio dell’uguaglianza tra uomo e donna, se questo non è ancora stato fatto, e garantire per mezzo della legge, o con ogni altro mezzo appropriato, l’applicazione effettiva del suddetto principio;

b) adottare le misure legislative e ogni altro mezzo adeguato, comprese, se necessario, le sanzioni tendenti a proibire ogni discriminazione nei confronti delle donne;

c) instaurare una protezione giuridica dei diritti delle donne su un piede di parità con gli uomini al fine di garantire, attraverso i tribunali nazionali competenti ed altre istanze pubbliche, l’effettiva protezione delle donne da ogni atto discriminatorio;

d) astenersi da qualsiasi atto o pratica discriminatoria nei confronti della donna ed agire in maniera da indurre autorità ed enti pubblici a conformarsi a tale obbligo;

e) prendere ogni misura adeguata per eliminare la discriminazione praticata nei confronti della donna da persone, organizzazioni o enti di ogni tipo;

f) prendere ogni misura adeguata, comprese le disposizioni di legge, per modificare o abrogare ogni legge, disposizione, regolamento, consuetudine o pratica che costituisca discriminazione nei confronti della donna;

g) abrogare tutte le disposizioni penali che costituiscono discriminazione nei confronti della donna.

L’Articolo 2 della Convenzione sulla discriminazione delle donne sottolinea la responsabilità degli Stati nel condannare e affrontare la discriminazione di genere. Psicologicamente, questo articolo sottolinea diverse sfaccettature:

  1. Leggi e Norme: Il testo sottolinea l’importanza di codificare il principio di uguaglianza di genere nelle leggi e nella costituzione di uno Stato. Dal punto di vista psicologico, l’istituzione di queste norme fornisce un quadro istituzionale che promuove il senso di equità e protezione per le donne, contribuendo a rafforzare la loro fiducia nelle istituzioni.

  2. Protezione Giuridica: L’articolo enfatizza la necessità di una protezione giuridica efficace delle donne tramite i tribunali e le istanze pubbliche. Dal punto di vista psicologico, un sistema legale che difende i diritti delle donne contribuisce a mitigare la sensazione di vulnerabilità, promuovendo un senso di sicurezza e fiducia nel sistema giudiziario.

  3. Sanzioni e Misure Correttive: L’adozione di misure legislative e sanzioni contro la discriminazione di genere mira a promuovere un cambiamento comportamentale. Dal punto di vista psicologico, queste misure possono influenzare la percezione sociale, creando un contesto in cui la discriminazione è considerata inaccettabile, favorendo quindi cambiamenti culturali positivi.

  4. Eliminazione delle Norme Discriminatorie: L’obbligo di eliminare le leggi, le consuetudini e le pratiche che promuovono la discriminazione è significativo. Psicologicamente, questo indica l’importanza di eliminare le norme e le prassi che potrebbero internalizzare il concetto di inferiorità delle donne, promuovendo invece l’uguaglianza.

  5. Abrogazione delle Sanzioni Penali Discriminatorie: Questo punto indica la necessità di annullare sanzioni penali discriminatorie. Dal punto di vista psicologico, l’abolizione di queste sanzioni è cruciale per promuovere un senso di giustizia ed uguaglianza tra uomini e donne, contribuendo a ridurre la paura e la minaccia di coercizione legale basata sul genere.

Complessivamente, l’Articolo 2 sottolinea l’importanza di adottare misure legali e sociali per combattere la discriminazione di genere, rafforzando il senso di protezione, uguaglianza e giustizia per le donne a livello psicologico.

Articolo 3.

Gli Stati Parti prendono in ogni campo, ed in particolare nei campi politico, sociale, economico e culturale, ogni misura adeguata, incluse le disposizioni legislative, al fine di assicurare il pieno sviluppo ed il progresso delle donne, e di garantire loro su una base di piena parità con gli uomini, l’esercizio e il godimento dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

L’Articolo 3 evidenzia l’impegno degli Stati Parti nel garantire il pieno sviluppo e progresso delle donne in tutti gli aspetti della vita sociale, economica, politica e culturale, assicurando loro pari opportunità e l’esercizio completo dei diritti umani fondamentali, in parità con gli uomini. Dal punto di vista psicologico, questo articolo riflette:

  1. Impegno all’Uguaglianza: Sottolinea l’importanza di creare un ambiente in cui le donne possano svilupparsi in modo completo e paritario rispetto agli uomini. Psicologicamente, questo impegno può influenzare positivamente la percezione di sé delle donne, aumentando la fiducia nelle proprie capacità e nel proprio potenziale.

  2. Misure Legislativo-Sociali: L’adozione di misure, incluse quelle legislative, indica l’intenzione di creare un contesto normativo e sociale che promuova l’uguaglianza di genere. Dal punto di vista psicologico, queste misure possono favorire una sensazione di sicurezza, incoraggiando le donne a partecipare attivamente in vari ambiti senza timori di discriminazione o ostacoli basati sul genere.

  3. Sviluppo e Progresso delle Donne: L’accento sul pieno sviluppo e progresso delle donne riflette l’obiettivo di creare opportunità che consentano loro di realizzare appieno il proprio potenziale. Psicologicamente, questo può contribuire a un senso di realizzazione personale e ad un maggiore benessere psicologico.

  4. Parità nei Diritti Umani: Garantire alle donne l’esercizio completo dei diritti umani fondamentali in parità con gli uomini è cruciale. Psicologicamente, questo promuove un senso di giustizia e dignità personale, permettendo alle donne di percepirsi come membri ugualmente valorizzati e rispettati della società.

In sintesi, l’Articolo 3 sottolinea l’importanza di garantire alle donne pari opportunità e piena partecipazione in tutti gli aspetti della vita, promuovendo un impatto psicologico positivo attraverso la creazione di un ambiente che valorizzi e rispetti la loro dignità, capacità e diritti.

Articolo 4.

1. L’adozione, da parte degli Stati, di misure temporanee speciali, tendenti ad accelerare il processo di instaurazione di fatto dell’eguaglianza tra gli uomini e le donne non è considerato atto discriminatorio, secondo la definizione della presente Convenzione, ma non deve assolutamente dar luogo al permanere di norme ineguali o distinte, suddette misure devono essere abrogate non appena gli obiettivi in materia di uguaglianza, di opportunità e di trattamento, siano raggiunti.

2. L’adozione da parte degli Stati di misure speciali, comprese le misure previste dalla presente Convenzione, tendenti a proteggere la maternità, non è considerata un atto discriminatorio.

L’Articolo 4 evidenzia la possibilità e la validità di adottare misure temporanee speciali volte a accelerare il processo di realizzazione dell’uguaglianza di fatto tra uomini e donne. Dal punto di vista psicologico:

  1. Misure Speciali per Accelerare l’Eguaglianza: Questo articolo riconosce la necessità di interventi mirati per colmare rapidamente il divario di genere. Psicologicamente, queste misure possono influenzare positivamente la percezione delle donne, mostrando un impegno attivo per superare le disparità e creare un contesto di parità effettiva. Tali azioni possono rafforzare la fiducia delle donne nel processo di cambiamento sociale.

  2. Non Discriminatorio: Il testo chiarisce che queste misure non devono essere considerate atti discriminatori. Questo è essenziale dal punto di vista psicologico, in quanto sottolinea l’importanza di distinguere tra interventi temporanei volti a promuovere l’uguaglianza e discriminazioni intenzionali. Ciò può contribuire a una percezione più positiva delle politiche pubbliche volte a ridurre le disuguaglianze.

  3. Protezione della Maternità: L’articolo riconosce la necessità di misure speciali per proteggere la maternità senza considerarle discriminatorie. Questa prospettiva può promuovere una percezione più equa ed attenta verso le esigenze delle donne in gravidanza o madri, contribuendo a ridurre lo stress e l’ansia associate alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

  4. Abrogazione delle Misure Speciali al Raggiungimento degli Obiettivi: L’articolo sottolinea l’importanza di revocare queste misure speciali una volta raggiunti gli obiettivi di uguaglianza. Dal punto di vista psicologico, questo potrebbe generare un senso di progresso e realizzazione di un’uguaglianza effettiva, evidenziando il compimento di un passo avanti significativo nella società.

In sintesi, l’Articolo 4 riconosce l’importanza delle misure temporanee speciali per accelerare l’uguaglianza di genere, garantendo al contempo che queste azioni non diventino norme permanenti e si concentrino sull’eliminazione delle disparità senza perpetuarle nel tempo.

Articolo 5.

Gli Stati prendono ogni misura adeguata:

a) al fine di modificare gli schemi ed i modelli di comportamento socioculturale degli uomini e delle donne e di giungere ad una eliminazione dei pregiudizi e delle pratiche consuetudinarie o di altro genere, che siano basate sulla convinzione dell’inferiorità o della superiorità dell’uno o dell’altro sesso o sull’idea di ruoli stereotipati degli uomini e delle donne;

b) al fine di far sì che l’educazione familiare contribuisca alla comprensione che la maternità è una funzione sociale e che uomini e donne hanno responsabilità comuni nella cura di allevare i figli e di assicurare il loro sviluppo, restando inteso che l’interesse dei figli è in ogni caso la considerazione principale.

L’Articolo 5 pone l’accento su una serie di misure fondamentali volte a modificare gli schemi comportamentali e culturali legati al genere. Dal punto di vista psicologico:

  1. Modifica degli Schemi Comportamentali e Culturali: Questo articolo riconosce la necessità di modificare i modelli culturali che perpetuano pregiudizi e pratiche discriminanti. Dal punto di vista psicologico, ciò implica il riconoscimento dell’importanza di cambiare mentalità radicate per creare una società più inclusiva. Ciò potrebbe richiedere sforzi significativi poiché coinvolge la ridefinizione di norme sociali profondamente radicate.

  2. Eliminazione dei Pregiudizi e delle Pratiche Consuetudinarie: Il testo sottolinea l’importanza di eliminare pregiudizi e pratiche consuetudinarie che si basano sulla percezione di superiorità o inferiorità di uno dei sessi. Dal punto di vista psicologico, questo implica la necessità di educazione, consapevolezza e promozione di una cultura rispettosa dell’uguaglianza di genere per eliminare queste credenze radicate.

  3. Educazione Familiare Equa e Comune Responsabilità Genitoriale: Questo articolo promuove un’educazione familiare che riconosca la maternità come una funzione sociale e che attribuisca responsabilità condivise agli uomini e alle donne nella cura e nell’allevamento dei figli. Dal punto di vista psicologico, questa prospettiva può favorire una migliore comprensione del ruolo genitoriale come un impegno condiviso, promuovendo un ambiente familiare equo che beneficia lo sviluppo emotivo e psicologico dei figli.

  4. Focus sull’Interesse dei Figli: L’articolo sottolinea che l’interesse dei figli deve essere prioritario. Da un punto di vista psicologico, questo mette in risalto l’importanza di considerare il benessere dei figli come il fattore determinante nelle decisioni familiari, contribuendo a una visione più equilibrata e consapevole dell’educazione e dello sviluppo dei bambini.

In sintesi, l’Articolo 5 sottolinea la necessità di una riforma culturale e comportamentale profonda per superare i pregiudizi e le pratiche discriminatorie legate al genere, promuovendo un approccio educativo equo che riconosca le responsabilità condivise tra uomini e donne nella cura e nello sviluppo dei figli.

Articolo 6.

Gli Stati prendono ogni misura adeguata, comprese le disposizioni legislative, per reprimere, in ogni sua forma, il traffico e lo sfruttamento della prostituzione delle donne.

L’Articolo 6 sottolinea la necessità di adottare misure per combattere il traffico e lo sfruttamento delle donne nella prostituzione. Da un punto di vista psicologico, questo articolo riconosce la vulnerabilità delle donne coinvolte in situazioni di sfruttamento sessuale e il bisogno di proteggerle da esperienze dannose e coercitive.

  1. Protezione delle Donne: Questo articolo mira a proteggere le donne da situazioni di sfruttamento sessuale, riconoscendo che molte donne coinvolte nella prostituzione possono essere vittime di coercizione, traffico, o sfruttamento. Da un punto di vista psicologico, è importante considerare le dinamiche complesse che spingono le donne verso la prostituzione, spesso legate a disuguaglianze sociali, economiche e personali.

  2. Riduzione della Vulnerabilità: Il testo mira anche a ridurre la vulnerabilità delle donne, suggerendo l’importanza di fornire supporto sociale ed economico alle donne in situazioni a rischio. Questo può includere programmi di assistenza sociale, accesso all’istruzione e a opportunità di lavoro alternative per ridurre la dipendenza economica che spinge alcune donne verso la prostituzione.

  3. Leggi e Normative: L’Articolo sottolinea l’importanza di adottare leggi e normative per reprimere il traffico e lo sfruttamento delle donne nella prostituzione. Dal punto di vista psicologico, ciò richiede una regolamentazione efficace e un’applicazione delle leggi mirata a individuare e perseguire coloro che sfruttano e costringono le donne a situazioni di prostituzione.

  4. Supporto e Riabilitazione: È importante anche garantire un sostegno psicologico e un percorso di riabilitazione per le donne coinvolte nella prostituzione, riconoscendo che spesso possono avere bisogno di supporto emotivo e psicologico per uscire da queste situazioni dannose e ricostruire le proprie vite.

In sintesi, l’Articolo 6 si concentra sulla protezione delle donne dalla prostituzione forzata e dallo sfruttamento sessuale, riconoscendo la necessità di fornire supporto, protezione legale ed economico, e assistenza psicologica per aiutare le donne coinvolte a uscire da situazioni di vulnerabilità e coercizione.

Articolo 7.

Gli Stati Parti prendono ogni misura adeguata ad eliminare la discriminazione nei confronti delle donne nella vita politica e pubblica del paese ed, in particolare, assicurano loro, in condizioni di parità con gli uomini, il diritto:

a) di votare in tutte le elezioni ed in tutti i referendum pubblici e di essere eleggibili in tutti gli organi pubblicamente eletti;

b) di prendere parte all’elaborazione della politica dello Stato ed alla sua esecuzione, di occupare gli impieghi pubblici e di esercitare tutte le funzioni pubbliche ad ogni livello di governo;

c) di partecipare alle organizzazioni ed associazioni non governative che si occupano della vita pubblica e politica del paese.

L’Articolo 7 sottolinea l’importanza di eliminare la discriminazione di genere nella partecipazione politica e pubblica, riconoscendo il diritto delle donne ad essere pienamente coinvolte e rappresentate in questi ambiti. Dal punto di vista psicologico:

  1. Parità e Uguaglianza: Questo articolo promuove l’idea di parità di genere e di uguaglianza nelle opportunità di partecipazione politica. Riconosce il valore e l’importanza di avere una rappresentanza equa tra uomini e donne nella vita politica e pubblica.

  2. Empowerment Femminile: L’Articolo 7 incoraggia l’empowerment femminile, riconoscendo il diritto delle donne non solo a votare ed essere elette, ma anche a partecipare attivamente nella formulazione delle politiche e nella conduzione di funzioni pubbliche. Questo sottolinea l’importanza di rompere le barriere che limitano il coinvolgimento delle donne nelle decisioni politiche e pubbliche.

  3. Partecipazione e Impegno: Il testo invita le donne a partecipare attivamente alla vita pubblica e politica attraverso organizzazioni e associazioni non governative. Questo aspetto è significativo poiché evidenzia il ruolo attivo e coinvolto che le donne possono avere nella creazione di politiche e cambiamenti sociali.

  4. Promozione dell’Inclusione: L’articolo mira a garantire che le donne non siano escluse da nessun ambito della vita politica e pubblica, promuovendo l’inclusione e l’accesso equo alle posizioni decisionali a tutti i livelli di governo.

  5. Rispetto dei Diritti Fondamentali: Dal punto di vista psicologico, questo articolo promuove un ambiente in cui le donne non solo godono dei diritti politici fondamentali, ma sono anche rispettate e incoraggiate a partecipare attivamente senza paura di discriminazioni o restrizioni basate sul genere.

In sintesi, l’Articolo 7 promuove la parità di genere nella sfera politica e pubblica, riconoscendo l’importanza di un coinvolgimento equo delle donne in tutti i processi decisionali e istituzionali.

Articolo 8.

Gli Stati Parti prendono ogni misura adeguata affinché le donne, in condizione di parità con gli uomini e senza discriminazione alcuna, abbiano la possibilità di rappresentare i loro governi a livello internazionale e di partecipare ai lavori delle organizzazioni internazionali.

L’Articolo 8 sottolinea l’importanza di garantire alle donne l’opportunità di essere rappresentate nei governi e di partecipare attivamente al lavoro delle organizzazioni internazionali su un piede di parità con gli uomini. Da un punto di vista psicologico:

  1. Parità nella Rappresentanza: Questo articolo si concentra sulla parità di genere nell’ambito internazionale, sottolineando che le donne dovrebbero avere le stesse possibilità degli uomini di rappresentare i loro paesi in organizzazioni globali e internazionali. Riconosce l’importanza della diversità di prospettive e esperienze nelle decisioni internazionali.

  2. Partecipazione Attiva: Invita le donne a partecipare attivamente nei ruoli di rappresentanza internazionale. Ciò non solo incoraggia l’uguaglianza di opportunità, ma riconosce anche il valore dell’inclusione delle voci femminili nelle decisioni globali.

  3. Eliminazione della Discriminazione: Sottolinea che le donne dovrebbero avere queste opportunità senza essere soggette a discriminazioni o limitazioni basate sul genere. Questo aspetto è fondamentale perché le donne dovrebbero poter partecipare in posizioni di rappresentanza internazionale senza ostacoli o pregiudizi legati al genere.

  4. Promozione dell’Efficacia e dell’Equità: Dal punto di vista psicologico, questo articolo promuove l’idea che l’efficacia delle organizzazioni internazionali e la loro capacità di affrontare le sfide globali dipendano anche dalla presenza e dall’apporto equo di uomini e donne nei ruoli di rappresentanza.

In sintesi, l’Articolo 8 mira a garantire che le donne abbiano pari opportunità di essere rappresentate nei governi a livello internazionale e di partecipare attivamente alle organizzazioni globali, contribuendo così a una governance globale più inclusiva, equa ed efficace.

Articolo 9.

1. Gli Stati Parti accordano alle donne diritti uguali a quelli degli uomini in materia di acquisto, mutamento e conservazione della cittadinanza. In particolare, garantiscono che né il matrimonio con uno straniero, né il mutamento di cittadinanza del marito nel corso del matrimonio possa influire automaticamente sulla cittadinanza della moglie, sia rendendola apolide sia trasmettendole la cittadinanza del marito.

2. Gli Stati Parti accordano alla donna diritti uguali a quelli dell’uomo in merito alla cittadinanza dei loro figli.

L’Articolo 9 si concentra sulla parità di diritti tra uomini e donne in relazione alla cittadinanza. Da un punto di vista psicologico:

  1. Equità nella Cittadinanza: Questo articolo sottolinea l’importanza di garantire che le donne abbiano gli stessi diritti degli uomini in materia di cittadinanza. Ciò si traduce nel fatto che il matrimonio con un cittadino straniero o il cambio di cittadinanza del marito non dovrebbe automaticamente influenzare lo status di cittadinanza della moglie.

  2. Diritti sui Figli: L’articolo affronta anche la questione dei diritti di cittadinanza dei figli. Riconosce il diritto delle donne di avere la stessa influenza degli uomini sulla cittadinanza dei loro figli. Questo significa che la cittadinanza dei figli non dovrebbe essere automaticamente determinata dal padre, garantendo alle donne un ruolo paritario nel determinare la cittadinanza dei loro figli.

  3. Autonomia e Parità: Dal punto di vista psicologico, ciò promuove l’autonomia e la parità di genere nelle decisioni legate alla cittadinanza. Sottolinea l’importanza di non limitare i diritti di cittadinanza delle donne in base al loro stato matrimoniale o al cambio di cittadinanza del partner.

  4. Prevenzione dell’Apolidia: L’articolo mira anche a prevenire lo status di apolidia, garantendo che le donne non perdano automaticamente la cittadinanza o diventino apolidi a causa di matrimoni o cambiamenti di cittadinanza del marito.

In sintesi, l’Articolo 9 promuove la parità di diritti tra uomini e donne in materia di cittadinanza, garantendo che le donne abbiano la stessa influenza e autonomia degli uomini nella determinazione della loro cittadinanza e di quella dei loro figli, evitando allo stesso tempo lo status di apolidia.

Articolo 10.

Gli Stati Parti prendono tutte le misure adeguate per eliminare la discriminazione nei confronti delle donne al fine di assicurare loro gli stessi diritti degli uomini per quanto concerne l’educazione e, in particolare, per garantire, su basi uguali tra l’uomo e la donna:

a) le medesime condizioni di orientamento professionale, di accesso agli studi, di acquisizione dei titoli negli istituti di insegnamento di ogni ordine e grado, tanto nelle zone rurali che nelle zone urbane. L’uguaglianza deve essere garantita sia nell’insegnamento prescolastico, generale, tecnico, professionale e superiore, sia in ogni altro ambito di formazione professionale;

b) l’accesso agli stessi programmi, agli stessi esami, ad un personale docente avente le qualifiche dello stesso grado, a locali scolastici e ad attrezzature della medesima qualità;

c) l’eliminazione di ogni concezione stereotipata dei ruoli dell’uomo e della donna a tutti i livelli e di ogni forma di insegnamento, incoraggiando l’educazione mista e altri tipi di educazione che tendano a realizzare tale obiettivo e, in particolare, rivedendo i testi ed i programmi scolastici ed adattando i metodi pedagogici in conformità;

d) le medesime possibilità nel campo della concessione di borse e altre sovvenzioni di studio;

e) le medesime possibilità di accesso ai programmi di educazione permanente, compresi i programmi di alfabetizzazione per adulti e di alfabetizzazione funzionale, in particolare allo scopo di ridurre nel più breve tempo la differenza di livello di istruzione che oggi esiste tra uomini e donne;

f) la riduzione del tasso d’abbandono femminile degli studi e l’organizzazione di programmi di recupero per le bambine e le donne che hanno abbandonato prematuramente la scuola;

g) le medesime possibilità di partecipare attivamente agli sport e all’educazione fisica;

h) l’accesso alle specifiche informazioni di carattere educativo tendenti a garantire la salute ed il benessere familiare, comprese le informazioni ed i consigli relativi alla pianificazione familiare.

L’Articolo 10 si concentra sulla parità di diritti tra uomini e donne nell’ambito dell’educazione. Da un punto di vista psicologico:

  1. Parità Educativa: Questo articolo sottolinea l’importanza di garantire che donne e uomini abbiano pari opportunità di accesso, partecipazione e successo nell’ambito dell’istruzione, dalla scuola elementare fino alla formazione superiore. Ciò implica eliminare qualsiasi forma di discriminazione nelle scuole e nelle istituzioni educative.

  2. Eliminazione dei Preconcetti di Genere: L’articolo promuove l’eliminazione di stereotipi di genere nell’istruzione, incoraggiando programmi educativi che sfidano i ruoli stereotipati di uomini e donne. Ciò include rivedere i testi e i programmi educativi per adattarli a una prospettiva più inclusiva e ridurre la discriminazione di genere nell’educazione.

  3. Accesso Equo alle Risorse Educativa: Si promuove l’uguaglianza nell’accesso alle risorse educative, come l’equipaggiamento delle scuole, il personale docente qualificato e le borse di studio. Questo mira a garantire che donne e uomini abbiano pari opportunità di apprendimento senza alcuna discriminazione di genere.

  4. Educazione sulla Salute e sul Benessere: L’articolo sottolinea l’importanza di fornire informazioni educative relative alla salute e al benessere familiare alle donne. Ciò comprende l’accesso ad informazioni sulla pianificazione familiare, contribuendo così a promuovere una migliore salute e benessere per le donne e le loro famiglie.

  5. Riduzione del Tasso d’Abbandono Scolastico: L’articolo si propone anche di ridurre il tasso di abbandono scolastico femminile e di fornire programmi di recupero per coloro che lasciano prematuramente la scuola. Ciò mira a garantire un accesso continuo e paritario all’istruzione per donne e uomini.

In breve, l’Articolo 10 mira a garantire un’educazione equa e non discriminatoria per donne e uomini, sfidando gli stereotipi di genere e promuovendo l’uguaglianza di accesso, opportunità e successo nell’istruzione e nell’educazione continua.

Articolo 11.

1. Gli Stati Parti si impegnano a prendere ogni misura adeguata al fine di eliminare la discriminazione nei confronti della donna nel campo dell’impiego e di assicurare, sulla base della parità tra uomo e donna, gli stessi diritti, in particolare:

a) il diritto al lavoro, che è diritto inalienabile di ogni essere umano;

b) il diritto ad usufruire delle medesime opportunità di impiego, inclusa l’adozione dei medesimi criteri in materia di selezione nel campo dell’impiego;

c) il diritto alla libera scelta della professione e dell’impiego, il diritto alla promozione, alla stabilità dell’impiego ed a tutte le prestazioni e condizioni di lavoro, il diritto alla formazione professionale ed all’aggiornamento professionale e alla formazione permanente;

d) il diritto alla parità di remunerazione, comprese le prestazioni, ed all’uguaglianza di trattamento per un lavoro di eguale valore, nonché il diritto all’uguaglianza di trattamento nel campo della valutazione della qualità del lavoro;

e) il diritto alla sicurezza sociale alle prestazioni di pensionamento, di disoccupazione, di malattia, di invalidità e di vecchiaia e per ogni altra perdita di capacità lavorativa, nonché il diritto alle ferie pagate;

f) il diritto alla tutela della salute ed alla sicurezza delle condizioni di lavoro, inclusa la tutela della funzione riproduttiva.

2. Per prevenire la discriminazione nei confronti delle donne a causa del loro matrimonio o della loro maternità e garantire il loro diritto effettivo al lavoro, gli Stati Parti si impegnano a prendere misure appropriate tendenti a:

a) proibire, sotto pena di sanzione, il licenziamento per causa di gravidanza o di congedo di maternità e la discriminazione nei licenziamenti fondata sullo stato matrimoniale;

b) istituire la concessione di congedi di maternità pagati o che diano diritto a prestazioni sociali corrispondenti, con la garanzia di mantenimento dell’impiego precedente, dei diritti di anzianità e dei vantaggi sociali;

c) incoraggiare l’istituzione di servizi sociali di sostegno necessari affinché i genitori possano conciliare i loro obblighi familiari con le responsabilità professionali e la partecipazione alla vita pubblica, in particolare favorendo l’istituzione e lo sviluppo di una rete di asili nido;

d) assicurare una protezione speciale alle donne incinte per le quali è stato dimostrato che il lavoro è nocivo.

3. Le leggi di tutela della donna, nei settori considerati dal presente articolo, saranno riviste periodicamente in funzione delle conoscenze scientifiche e tecniche e saranno sottoposte a revisione, abrogazione o rinnovo, a seconda delle necessità.

L’Articolo 11 tratta della discriminazione di genere nel campo dell’impiego e promuove la parità di opportunità tra uomini e donne sul luogo di lavoro. Da una prospettiva psicologica:

  1. Diritti Lavorativi delle Donne: L’articolo sottolinea l’importanza di garantire alle donne gli stessi diritti fondamentali nel campo dell’impiego, inclusi il diritto al lavoro, alla libera scelta della professione, alla promozione e alla sicurezza occupazionale.

  2. Parità di Trattamento e Remunerazione: Promuove la parità retributiva per lavoro di eguale valore, il diritto alla parità di trattamento e all’uguaglianza nelle opportunità di avanzamento professionale senza discriminazioni basate sul genere.

  3. Diritti Associati alla Maternità: Riconosce i diritti specifici delle donne legati alla maternità, come la protezione dal licenziamento durante la gravidanza o il congedo di maternità. Si impegnano anche a garantire congedi di maternità retribuiti o che diano diritto a benefici sociali equivalenti per consentire alle donne di rientrare nel loro impiego precedente mantenendo i loro diritti.

  4. Sostenere il Bilanciamento Lavoro-Famiglia: Si promuove la creazione di servizi di supporto, come asili nido, per permettere ai genitori, in particolare alle donne, di bilanciare le responsabilità lavorative e familiari.

  5. Protezione delle Donne Incinte: Riconosce la necessità di proteggere le donne incinte da lavori dannosi, garantendo loro un ambiente lavorativo sicuro.

  6. Revisione Periodica delle Leggi: L’articolo promuove la revisione periodica delle leggi in questi settori per garantire che siano allineate alle conoscenze scientifiche e alle esigenze contemporanee, permettendo di adeguarle al cambiamento delle condizioni sociali e del mondo del lavoro.

In sostanza, l’Articolo 11 mira a promuovere la parità di trattamento e opportunità sul posto di lavoro, proteggendo i diritti delle donne in modo da eliminare la discriminazione di genere e garantire un ambiente lavorativo equo e sicuro.

Articolo 12.

1. Gli Stati Parti prenderanno tutte le misure adeguate per eliminare la discriminazione nei confronti delle donne nel campo delle cure sanitarie al fine di assicurare loro, in condizione di parità con gli uomini, i mezzi per accedere ai servizi sanitari, compresi quelli che si riferiscono alla pianificazione familiare.

2. Nonostante quanto disposto nel paragrafo 1 del presente articolo, gli Stati Parti forniranno alle donne, durante la gravidanza, al momento del parto e dopo il parto, i servizi appropriati e, se necessario, gratuiti, ed una alimentazione adeguata sia durante la gravidanza che durante l’allattamento.

L’Articolo 12 affronta la discriminazione di genere nell’accesso alle cure sanitarie e sottolinea l’importanza di garantire alle donne pari accesso ai servizi sanitari, compresi quelli legati alla pianificazione familiare. Da una prospettiva psicologica:

  1. Pari Accesso ai Servizi Sanitari: Questo articolo sottolinea l’uguaglianza nell’accesso alle cure sanitarie per donne e uomini, inclusi servizi che riguardano la salute sessuale e riproduttiva, come la pianificazione familiare.

  2. Cure Sanitarie Materno-Infantili: Si riconosce la necessità di fornire alle donne servizi sanitari adeguati e appropriati durante la gravidanza, il parto e il post-parto. Questi servizi dovrebbero essere disponibili in modo equo e accessibile, garantendo che le donne possano ricevere cure appropriate senza discriminazioni e, se necessario, gratuitamente. Inoltre, si sottolinea l’importanza di fornire un’alimentazione adeguata alle donne durante la gravidanza e l’allattamento.

In sintesi, l’Articolo 12 mira a garantire alle donne pari accesso ai servizi sanitari, con un focus particolare sulla salute materno-infantile durante il periodo prenatale e postnatale. Ciò si traduce nella necessità di fornire cure sanitarie appropriate, accessibili e senza discriminazioni per le donne, sostenendo così la salute e il benessere delle donne in diverse fasi della loro vita.

Articolo 13.

Gli Stati Parti si impegnano a prendere tutte le misure adeguate per eliminare la discriminazione nei confronti delle donne negli altri campi della vita economica e sociale, al fine di assicurare, sulla base dell’uguaglianza tra l’uomo e la donna, i medesimi diritti ed in particolare:

a) il diritto agli assegni familiari;

b) il diritto ad ottenere prestiti bancari, prestiti ipotecari ed altre forme di credito finanziario;

c) il diritto di partecipare alle attività ricreative, agli sport ed a tutte le forme di vita culturale.

L’Articolo 13 affronta la discriminazione di genere in altri ambiti economici e sociali, oltre a quelli specificamente legati all’impiego e alla salute. Da un punto di vista psicologico:

  1. Assegni Familiari: Riconosce il diritto delle donne agli assegni familiari, puntando a garantire la parità nell’accesso a queste risorse che supportano le famiglie. Questo sostegno economico può influenzare il benessere generale della famiglia e contribuire al sostegno delle donne nella loro vita quotidiana.

  2. Accesso ai Finanziamenti: L’articolo sottolinea il diritto delle donne ad avere accesso a prestiti bancari, ipotecari e altre forme di credito finanziario. Questo è importante perché l’accesso al credito è cruciale per l’autonomia economica delle donne, consentendo loro di intraprendere iniziative imprenditoriali, investire in educazione, o avere il controllo sulla propria situazione finanziaria.

  3. Partecipazione alle Attività Ricreative e Culturali: Sottolinea il diritto delle donne a partecipare liberamente ad attività ricreative, sportive e culturali. Questo punto mette in luce l’importanza dell’uguaglianza di opportunità nella partecipazione a tutte le sfere della vita sociale e culturale, promuovendo la parità di accesso e di partecipazione.

L’Articolo 13 mira a garantire alle donne pari diritti e opportunità economiche e sociali, non solo nell’ambito del lavoro e della salute, ma anche in altri settori della vita quotidiana. Ciò contribuisce a promuovere un maggior equilibrio e parità nei vari aspetti della vita sociale ed economica delle donne.

Articolo 14.

1. Gli Stati Parti tengono conto dei problemi particolari che sono propri alle donne delle zone rurali e del ruolo importante che queste donne hanno per la sopravvivenza economica della loro famiglia, particolarmente grazie al loro lavoro nei settori non monetari dell’economia, e prendono ogni misura adeguata per garantire l’applicazione delle disposizioni della presente Convenzione alle donne delle zone rurali.

2. Gli Stati Parti prendono ogni misura adeguata per eliminare la discriminazione nei confronti delle donne nelle zone rurali al fine di assicurare, su base di parità tra uomo e donna la loro partecipazione allo sviluppo rurale ed ai suoi benefici, in particolare garantendo loro il diritto:

a) di partecipare pienamente all’elaborazione ed all’esecuzione dei piani di sviluppo ad ogni livello;

b) di poter accedere a servizi appropriati nel campo della sanità, comprese le informazioni, i consigli ed i servizi in materia di pianificazione familiare;

c) di beneficiare direttamente dei programmi di sicurezza sociale;

d) di ricevere ogni tipo di formazione e di educazione, scolastica e non, compresi i programmi di alfabetizzazione funzionale e di poter beneficiare di tutti i servizi comunitari e di volgarizzazione, anche per accrescere le loro competenze tecniche;

e) di organizzare gruppi di mutuo soccorso e cooperative, al fine di consentire l’uguaglianza di opportunità nel campo economico sia per il lavoro salariato che per il lavoro autonomo;

f) di partecipare ad ogni attività comunitaria;

g) d’aver accesso al credito ed ai prestiti agricoli, ai servizi di commercializzazione ed alle tecnologie adeguate; nonché di ricevere un trattamento eguale nelle riforme fondiarie ed agrarie e nei progetti di pianificazione rurale;

h) di beneficiare di condizioni di vita decenti, in particolare per quanto concerne l’alloggio, condizioni igienico-sanitarie, la fornitura dell’acqua e dell’elettricità, i trasporti e le comunicazioni.

L’Articolo 14 si concentra sulla situazione specifica delle donne nelle zone rurali e riconosce i problemi unici che affrontano in questi contesti. Dal punto di vista psicologico:

  1. Riconoscimento dei Problemi Specifici: Identifica e ammette i problemi unici che le donne nelle zone rurali affrontano, come la loro partecipazione essenziale all’economia familiare attraverso il lavoro non remunerato nei settori non monetari. Questa consapevolezza è importante per affrontare le sfide specifiche e garantire che le politiche siano adattate alle loro esigenze.

  2. Partecipazione e Accesso: Si impegna a garantire alle donne delle zone rurali pari opportunità e accesso a una serie di servizi e risorse. Ciò include la loro partecipazione attiva nello sviluppo rurale, l’accesso ai servizi sanitari e di pianificazione familiare, la formazione e l’istruzione, nonché la possibilità di partecipare attivamente alle attività comunitarie.

  3. Economicamente Sostenibili: Promuove l’uguaglianza di opportunità nel campo economico per le donne nelle zone rurali, fornendo accesso al credito agricolo, alle risorse per la commercializzazione e alle tecnologie adeguate. Garantire anche condizioni di vita dignitose contribuisce a sostenere il loro benessere generale e a promuovere un ambiente favorevole per la loro partecipazione economica.

In sintesi, l’Articolo 14 riconosce la situazione unica delle donne nelle zone rurali e si impegna a fornire loro le risorse, i servizi e le opportunità necessarie per migliorare la loro qualità di vita, partecipare attivamente al processo di sviluppo rurale e superare le sfide specifiche che affrontano in questi contesti.

Articolo 15.

1. Gli Stati Parti riconoscono alla donna la parità con l’uomo di fronte alla legge.

2. Gli Stati Parti riconoscono alla donna, in materia civile, una capacità giuridica identica a quella dell’uomo e le medesime possibilità di esercitare tale capacità. Le riconoscono in particolare diritti eguali per quanto concerne la conclusione di contratti e l’amministrazione dei beni, accordandole il medesimo trattamento in tutti gli stadi del procedimento giudiziario.

3. Gli Stati Parti convengono che ogni contratto e ogni altro strumento privato, di qualunque tipo esso sia, avente un effetto giuridico diretto a limitare la capacità giuridica della donna, deve essere considerato nullo.

4. Gli Stati Parti riconoscono all’uomo e alla donna i medesimi diritti nel campo della legislazione relativa al diritto che ogni individuo ha di circolare liberamente e di scegliere la propria residenza o domicilio.

L’Articolo 15 si concentra sull’uguaglianza di fronte alla legge e sui diritti civili delle donne. Dal punto di vista psicologico:

  1. Uguaglianza Legale: Riconosce l’importanza dell’uguaglianza di fronte alla legge, conferendo alle donne lo stesso status giuridico degli uomini. Questo riconoscimento è fondamentale perché elimina le disuguaglianze di trattamento nelle questioni legali e civili.

  2. Capacità Giuridica: Equipara la capacità giuridica delle donne a quella degli uomini, concedendo loro gli stessi diritti di stipulare contratti e gestire i beni. Ciò promuove l’autonomia delle donne nel campo legale, consentendo loro di partecipare pienamente alla sfera civile e di esercitare i propri diritti senza discriminazioni.

  3. Nulità di Strumenti Limitativi: Sottolinea l’importanza di evitare strumenti legali o contratti che limitino la capacità giuridica delle donne. Questo è cruciale per prevenire l’uso di tali strumenti come mezzi di discriminazione o restrizione dei diritti delle donne.

  4. Diritto alla Circolazione e Residenza: Riconosce il diritto di libertà di circolazione e di scelta della residenza sia per uomini che per donne. Questo articolo promuove l’uguaglianza di diritti, consentendo a entrambi i sessi di esercitare la propria autonomia nella scelta di residenza e spostamento senza discriminazioni di genere.

In breve, l’Articolo 15 si impegna a garantire alle donne uguaglianza di fronte alla legge, pari diritti civili e la piena capacità giuridica, proteggendole da strumenti legali che limitino la loro autonomia e rafforzando la loro libertà di movimento e residenza.

Articolo 16.

1. Gli Stati Parti prendono tutte le misure adeguate per eliminare la discriminazione nei confronti della donna in tutte le questioni derivanti dal matrimonio, e nei rapporti familiari e, in particolare, assicurano, in condizioni di parità con gli uomini:

a) lo stesso diritto di contrarre matrimonio;

b) lo stesso diritto di scegliere liberamente il proprio congiunto e di contrarre matrimonio soltanto con libero e pieno consenso;

c) gli stessi diritti e le stesse responsabilità nell’ambito del matrimonio e del suo scioglimento;

d) gli stessi diritti e le stesse responsabilità come genitori, indipendentemente dalla situazione matrimoniale, nelle questioni che si riferiscono ai figli. In ogni caso, l’interesse dei figli sarà la considerazione preminente;

e) gli stessi diritti di decidere liberamente, e con cognizione di causa, il numero e l’intervallo delle nascite, e di accedere alle informazioni, all’educazione ed ai mezzi necessari per esercitare tali diritti;

f) i medesimi diritti e responsabilità in materia di tutela, curatela, affidamento ed adozione di minori, o simili istituti allorché questi esistano nella legislazione nazionale. In ogni caso, l’interesse dei fanciulli sarà la considerazione preminente;

g) gli stessi diritti personali al marito e alla moglie, compresa la scelta del cognome, di una professione o di una occupazione;

h) gli stessi diritti ad ambedue i coniugi in materia di proprietà, di acquisizione, gestione, amministrazione, godimento e disponibilità dei beni, tanto a titolo gratuito quanto oneroso.

2. I fidanzamenti ed i matrimoni tra fanciulli non avranno effetto giuridico e tutte le misure necessarie, comprese le disposizioni legislative, saranno prese al fine di fissare un’età minima per il matrimonio, rendendo obbligatoria l’iscrizione del matrimonio su un registro ufficiale.

L’Articolo 16 riguarda la parità di diritti e responsabilità tra uomini e donne nei rapporti matrimoniali e familiari. Dal punto di vista psicologico:

  1. Parità nel Matrimonio: Sottolinea l’importanza dell’uguaglianza di diritti e responsabilità tra marito e moglie, permettendo loro di scegliere liberamente il coniuge e il matrimonio stesso. Questo articolo mira a eliminare la discriminazione di genere all’interno delle istituzioni matrimoniali.

  2. Diritti Parentali Paritari: Riconosce agli uomini e alle donne gli stessi diritti e responsabilità in qualità di genitori, indipendentemente dallo stato civile, mettendo sempre al primo posto l’interesse dei figli. Questo aspetto sottolinea l’uguaglianza nel diritto di prendersi cura dei figli e di contribuire al loro benessere.

  3. Diritti Riproduttivi e Controllo delle Nascite: Garantisce alle donne il diritto di decidere liberamente sul numero e sull’intervallo delle nascite, assicurando l’accesso alle informazioni e all’educazione necessarie per esercitare tali diritti. Questo favorisce l’autonomia delle donne nel controllo delle proprie scelte riproduttive.

  4. Equità nella Proprietà e Nomi Familiari: Garantisce uguali diritti di proprietà, gestione e godimento dei beni, sia tra i coniugi che nel contesto dei figli, e concede loro la stessa libertà di scelta per quanto riguarda il cognome, la professione e l’occupazione. Ciò mira a eliminare le disuguaglianze di genere nei diritti di proprietà e nell’autonomia personale.

  5. Protezione dall’Unione di Minori: Vieta i fidanzamenti e i matrimoni tra minori, stabilendo un’età minima per il matrimonio e richiedendo la registrazione ufficiale delle unioni. Questo sforzo mira a proteggere i minori da unioni precoci, garantendo loro il diritto ad avere un’infanzia adeguata e a non essere coinvolti in relazioni non adatte alla loro età.

In sintesi, l’Articolo 16 si impegna a garantire parità di diritti e responsabilità nel matrimonio e nei rapporti familiari, promuovendo la libertà di scelta, il benessere dei figli e l’uguaglianza di genere nelle questioni matrimoniali e familiari.

Articolo 17.

1. Al fine di esaminare i progressi realizzati nell’applicazione della presente Convenzione, è istituito un Comitato per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna (qui di seguito detto “il Comitato”) composto, al momento dell’entrata in vigore della Convenzione, di 18, e dopo la ratifica o l’adesione del trentacinquesimo Stato Parte, di 23 esperti di alta autorità morale ed eminentemente competenti nel campo nel quale si applica la presente Convenzione, eletti dagli Stati Parti tra i loro cittadini e che siederanno a titolo personale, tenendo conto del principio di una equa ripartizione geografica e della rappresentatività delle diverse forme di cultura e dei principali sistemi giuridici.

2. I membri del Comitato sono eletti a scrutinio segreto su una lista di candidati designati dagli Stati Parti. Ciascuno Stato Parte può designare un candidato scelto tra i suoi cittadini.

3. La prima elezione ha luogo sei mesi dopo la data di entrata in vigore della presente Convenzione. Almeno tre mesi prima della data di ciascuna elezione, il Segretario generale delle Nazioni Unite indirizza una lettera agli Stati Parti per invitarli a proporre le loro candidature entro due mesi. Il Segretario generale stabilisce un elenco in ordine alfabetico di tutti i candidati, con l’indicazione degli Stati dai quali sono stati designati, e comunica la lista degli Stati Parti.

4. I membri del Comitato sono elencati nel corso di una riunione degli Stati Parti convocata dal Segretario generale nella sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. A questa riunione, dove il quorum è costituito dai due terzi degli Stati Parti, vengono eletti membri del Comitato i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti e la maggioranza assoluta dei voti dei rappresentanti degli Stati Parti presenti e votanti.

5. I membri del Comitato sono eletti per quattro anni. Tuttavia, il mandato di nove dei membri eletti alla prima elezione, terminerà dopo due anni. Il Presidente estrarrà a sorte i nome di questi nove membri immediatamente dopo la prima elezione.

6. L’elezione dei cinque membri aggiunti del Comitato verrà effettuata in conformità alle disposizioni contenute nei paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo, in seguito alla trentacinquesima ratifica o adesione. Il mandato di due dei membri aggiunti eletti in questa occasione terminerà dopo due anni. Il nome di questi due membri sarà estratto a sorte dal Presidente del Comitato.

7. Per coprire le vacanze fortuite lo Stato Parte il cui esperto ha cessato di esercitare le proprie funzioni di membro del Comitato nominerà un altro esperto tra i suoi cittadini, con riserva di approvazione da parte del Comitato.

8. I membri del Comitato riceveranno, con l’approvazione dell’Assemblea Generale, degli emolumenti prelevati dalle risorse dell’Organizzazione delle Nazioni Unite alle condizioni fissate dall’Assemblea considerata l’importanza delle funzioni del Comitato.

9. Il Segretario generale delle Nazioni Unite mette a disposizione del Comitato il personale ed i mezzi materiali necessari per l’espletamento efficace delle funzioni che gli sono affidate in virtù della presente Convenzione.

L’Articolo 17 della Convenzione mira a stabilire e regolamentare la creazione e il funzionamento del Comitato per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna (CEDAW). Da un punto di vista psicologico, questa disposizione può essere interpretata in vari modi:

  1. Rappresentatività e Diversità: L’articolo sottolinea l’importanza di avere un Comitato composto da esperti diversificati sia geograficamente che culturalmente. Questa diversità aiuta a garantire una rappresentanza ampia e ad evitare parzialità nei confronti di determinate prospettive culturali o nazionali.

  2. Elezioni Trasparenti e Partecipative: Il processo di elezione dei membri del Comitato avviene in modo trasparente e democratico. Gli Stati Parti possono proporre i propri candidati e il voto avviene in modo segreto, promuovendo la partecipazione e la scelta libera.

  3. Rotazione dei Membri: L’articolo prevede una rotazione periodica dei membri del Comitato per assicurare continuità e nuove prospettive. Questo contribuisce a mantenere un flusso costante di nuove idee e punti di vista.

  4. Supporto e Risorse: Il Comitato riceve supporto logistico e risorse dal Segretario generale delle Nazioni Unite per svolgere efficacemente i propri compiti. Questo assicura che il Comitato abbia le risorse necessarie per operare in modo indipendente ed efficiente.

  5. Ruolo e Importanza delle Funzioni: L’Assemblea Generale approva un compenso per i membri del Comitato, riconoscendo l’importanza e la gravità delle funzioni svolte da questo organismo.

In sintesi, l’Articolo 17 stabilisce le basi per un Comitato diversificato, trasparente e supportato adeguatamente, consentendo al CEDAW di svolgere il proprio ruolo cruciale nella vigilanza e nell’attuazione della Convenzione per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna.

Articolo 18.

1. Gli Stati Parti si impegnano a presentare al Segretario generale delle Nazioni Unite, per esame da parte del Comitato, un rapporto sulle misure di ordine legislativo, giudiziario, amministrativo o di altro genere, che hanno adottato per dar seguito alle disposizioni della presente Convenzione e sui progressi realizzati in merito:

a) durante l’anno seguente all’entrata in vigore della Convenzione nello Stato interessato;

b) quindi ogni quattro anni, ovvero su richiesta del Comitato.

2. I rapporti possono indicare i fattori e le difficoltà che influiscono sulle condizioni di applicazione degli obblighi previsti dalla presente Convenzione.

L’Articolo 18 impone agli Stati Parti della Convenzione di presentare rapporti periodici al Comitato per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) sulle misure adottate per attuare la Convenzione stessa. Da un punto di vista psicologico:

  1. Responsabilità e Trasparenza: La richiesta di rapporti periodici sottolinea la responsabilità degli Stati nel monitorare e comunicare i progressi compiuti nell’attuazione della Convenzione. Questo processo promuove la trasparenza e l’accountability, incoraggiando la responsabilità sociale e politica degli Stati.

  2. Autovalutazione e Identificazione dei Problemi: I rapporti consentono agli Stati di valutare in modo critico le proprie azioni, identificando le aree in cui potrebbero esserci difficoltà nell’attuare le disposizioni della Convenzione. Questa autovalutazione può essere paragonata a un processo di introspezione che aiuta a identificare problemi e punti critici.

  3. Consapevolezza dei Fattori Che Influenzano l’Attuazione: Richiedere agli Stati di indicare i fattori e le difficoltà nell’applicare la Convenzione riconosce che l’attuazione potrebbe essere influenzata da vari contesti culturali, sociali ed economici. Questo dimostra una consapevolezza della complessità nel portare avanti i principi della Convenzione e l’importanza di considerare questi fattori nella valutazione dell’attuazione.

  4. Progresso e Continuità: L’obbligo di presentare rapporti regolari rappresenta un impegno per il progresso continuo. Questo processo ciclico di presentazione dei rapporti assicura che gli Stati mantengano un impegno costante verso l’attuazione dei principi della Convenzione.

In conclusione, l’Articolo 18 promuove un ciclo di valutazione e miglioramento continuo, fornendo uno strumento per l’autovalutazione degli Stati nell’attuare la Convenzione e facilitando un dialogo costruttivo tra gli Stati e il Comitato CEDAW.

Articolo 19.

1. Il Comitato adotta il proprio regolamento interno.

2. Il Comitato elegge il proprio Ufficio per un periodo di due anni.

L’Articolo 19 della Convenzione sulla eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW) riguarda l’organizzazione interna e il funzionamento del Comitato per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna. Da un punto di vista psicologico:

  1. Regolamento Interno: L’adozione di un regolamento interno da parte del Comitato rappresenta la necessità di stabilire norme e procedure interne. Questo processo è simile a stabilire le regole di un gruppo o di un’organizzazione, garantendo l’ordine, la coerenza e la trasparenza delle operazioni del Comitato.

  2. Elezioni dell’Ufficio: L’elezione dell’Ufficio del Comitato (come presidente, vicepresidente, ecc.) per un periodo di due anni sottolinea la rotazione delle cariche di responsabilità. Questo ciclo può promuovere la partecipazione e la collaborazione all’interno del Comitato, evitando la concentrazione eccessiva di potere in singole figure.

Psicologicamente, questi processi possono favorire la collaborazione e la condivisione delle responsabilità. L’adozione di regole interne e la rotazione delle cariche possono contribuire a una gestione più equa e partecipativa, garantendo che il Comitato funzioni in modo efficace e trasparente.

Articolo 20.

1. Il Comitato si riunisce normalmente durante un periodo di due settimane al massimo ogni anno per esaminare i rapporti presentati in conformità all’art. 18 della presente Convenzione.

2. Le sessioni del Comitato hanno luogo normalmente nella Sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite o in altro luogo adatto stabilito dal Comitato stesso.

L’Articolo 20 della Convenzione sulla eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne (CEDAW) regola le sessioni del Comitato per l’eliminazione della discriminazione nei confronti della donna. Da un punto di vista psicologico:

  1. Riunioni periodiche del Comitato: Il fatto che il Comitato si riunisca regolarmente ogni anno per un massimo di due settimane implica una struttura temporale predefinita. Questo ciclo periodico favorisce una routine stabilita, simile a riunioni regolari di gruppi o organizzazioni, che aiuta a mantenere il focus, a stabilire obiettivi temporali e a valutare i progressi in modo consistente.

  2. Scelta della sede delle sessioni: La possibilità di tenere le sessioni del Comitato nella sede delle Nazioni Unite o in altri luoghi adatti indica la flessibilità nel determinare il luogo delle riunioni. Questa flessibilità può riflettere l’attenzione alla comodità e all’accessibilità per i membri del Comitato, promuovendo un ambiente di lavoro più inclusivo e collaborativo.

Dal punto di vista psicologico, la regolarità delle riunioni favorisce la continuità e la pianificazione nel lavoro del Comitato, mentre la flessibilità nella scelta della sede può creare un ambiente più accogliente e accomodante per facilitare un’efficace collaborazione e discussione tra i membri.

Articolo 21.

1. Il Comitato rende conto ogni anno all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite attraverso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, delle sue attività ed ha facoltà di formulare suggerimenti e raccomandazioni generali basate sull’esame dei rapporti e delle informazioni ricevute dagli Stati Parti. Questi suggerimenti e raccomandazioni sono inclusi nel rapporto del Comitato, accompagnati, se del caso, dalle osservazioni degli Stati Parti.

2. Il Segretario generale trasmette, per informazione, i rapporti del Comitato alla Commissione della condizione della donna.

L’Articolo 21 della Convenzione prevede il processo di rendicontazione del Comitato alle Nazioni Unite. Da un punto di vista psicologico:

  1. Rendicontazione e trasparenza: La pratica di rendere conto delle attività annuali del Comitato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite indica un impegno verso la trasparenza e la responsabilità. Questo processo è simile all’idea di responsabilizzazione in psicologia, in cui rendere conto delle azioni svolte può promuovere un senso di responsabilità e vigilanza nel garantire che gli obiettivi e le attività siano in linea con gli standard e gli obblighi stabiliti.

  2. Suggerimenti e raccomandazioni: Il fatto che il Comitato possa formulare suggerimenti e raccomandazioni generali basati sull’esame dei rapporti ricevuti dagli Stati Parti implica un ruolo consultivo e di supervisione. Psicologicamente, questo potrebbe riflettere un approccio collaborativo, in cui il Comitato offre consigli e indicazioni basati sull’analisi delle informazioni ricevute, incoraggiando un dialogo costruttivo e un miglioramento continuo.

  3. Trasmissione dei rapporti: La pratica di trasmettere i rapporti del Comitato alla Commissione della condizione della donna evidenzia un flusso di informazioni e conoscenze. Questo processo di condivisione può favorire un maggior coordinamento tra diverse istanze e organizzazioni, promuovendo un approccio integrato verso la promozione dei diritti delle donne.

Dal punto di vista psicologico, l’Articolo 21 sottolinea l’importanza della trasparenza, della collaborazione e della condivisione delle conoscenze nel processo di supervisione e promozione dei diritti delle donne a livello internazionale.

Articolo 22.

Gli Istituti specializzati hanno diritto di essere rappresentati in occasione dell’esame dell’applicazione di ogni disposizione della presente Convenzione che rientri nell’ambito delle loro competenze. Il Comitato può invitare gli Istituti specializzati a presentare dei rapporti sull’applicazione della Convenzione nei campi che rientrano nell’ambito delle loro attività.

L’Articolo 22 sottolinea l’importanza del coinvolgimento degli Istituti specializzati nell’analisi e nell’esame dell’applicazione della Convenzione. Da un punto di vista psicologico:

  1. Partecipazione e inclusione: Invitare gli Istituti specializzati a essere rappresentati durante l’esame dell’applicazione della Convenzione riflette un approccio inclusivo. Psicologicamente, questo tipo di partecipazione può generare un senso di appartenenza e coinvolgimento nelle decisioni che riguardano specifici settori di competenza degli Istituti specializzati, promuovendo un clima di collaborazione e contribuendo a ottenere una visione più completa delle sfide e delle opportunità nell’applicazione della Convenzione.

  2. Condivisione di conoscenze e expertise: Il Comitato ha la facoltà di invitare gli Istituti specializzati a presentare rapporti sulle applicazioni della Convenzione nei campi di loro competenza. Ciò indica il riconoscimento dell’importanza di conoscenze e expertise specifiche. Da un punto di vista psicologico, questa pratica promuove un senso di valore e rispetto per le conoscenze specializzate, incoraggiando la condivisione delle migliori pratiche e delle informazioni rilevanti.

In sintesi, l’Articolo 22 sottolinea l’importanza della partecipazione attiva e dell’approfondimento delle conoscenze specializzate nel processo di valutazione e applicazione della Convenzione, promuovendo un approccio più completo e informato nell’analisi delle questioni che rientrano nell’ambito di competenza degli Istituti specializzati.

Articolo 23.

Nessuna disposizione della presente Convenzione pregiudicherà le disposizioni più favorevoli per realizzare l’uguaglianza tra l’uomo e la donna che possono essere contenute:

a) nella legislazione di uno Stato Parte,

oppure

b) in ogni altra Convenzione, trattato o accordo internazionale in vigore in tale Stato.

L’Articolo 23 sottolinea l’importanza di garantire che la Convenzione non pregiudichi le disposizioni più favorevoli per promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne contenute nella legislazione nazionale degli Stati Parti o in altri accordi internazionali.

Da un punto di vista psicologico, questa disposizione riflette un’attenzione al contesto e alla specificità delle leggi e degli accordi internazionali esistenti in ciascun Paese. Sottolinea anche il rispetto per le disposizioni già presenti che potrebbero offrire maggiori garanzie di uguaglianza di genere rispetto a quanto stabilito nella Convenzione stessa.

Psicologicamente, questa clausola può favorire un senso di equilibrio e rispetto per le diverse culture, contesti sociali e giuridici presenti tra gli Stati Parti. Riconosce che alcune nazioni potrebbero avere leggi o accordi già in vigore che offrono una maggiore tutela per l’uguaglianza di genere rispetto a quanto specificato nella Convenzione, e tale disposizione serve a garantire che queste disposizioni più favorevoli non siano limitate o indebolite dalla Convenzione stessa.

Articolo 24.

Gli Stati Parti si impegnano ad adottare ogni misura necessaria, sul piano nazionale, a garantire il pieno esercizio dei diritti riconosciuti nella presente Convenzione.

L’Articolo 24 sottolinea l’impegno degli Stati Parti a prendere tutte le misure necessarie a livello nazionale per garantire che i diritti definiti nella Convenzione siano effettivamente esercitati.

Da un punto di vista psicologico, questo articolo riflette un impegno significativo verso l’azione concreta e l’attuazione pratica delle disposizioni stabilite nella Convenzione stessa. Mostra l’intenzione degli Stati di non limitarsi a una semplice adesione formale alla Convenzione, ma di compiere sforzi attivi per implementare e garantire che i diritti e le protezioni definiti nella Convenzione siano effettivamente rispettati nella vita quotidiana dei cittadini.

A livello psicologico e sociale, ciò può favorire un senso di fiducia e di sicurezza tra le persone, in quanto si traduce nell’idea che le leggi e i diritti affermati non sono solo parole su un pezzo di carta, ma rappresentano un impegno tangibile per creare un ambiente equo, giusto e rispettoso dei diritti delle donne. Questo impegno potrebbe anche ispirare una maggiore partecipazione delle persone nella difesa dei propri diritti, contribuendo a costruire società più inclusive e consapevoli.

Articolo 25.

1. La presente Convenzione è aperta alla firma di tutti gli Stati.

2. Il Segretario generale delle Nazioni Unite è designato come depositario della presente Convenzione.

3. La presente Convenzione è soggetta a ratifica e gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.

4. La presente Convenzione sarà aperta all’adesione di tutti gli Stati. L’adesione si effettuerà con il deposito degli strumenti di adesione presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.

L’Articolo 25 definisce le procedure relative alla firma, ratifica e adesione degli Stati alla Convenzione.

Dal punto di vista psicologico, questo articolo rappresenta un impegno formale e legale da parte degli Stati nell’adesione alla Convenzione. La possibilità offerta a tutti gli Stati di firmare, ratificare o aderire sottolinea l’importanza dell’uguaglianza di genere su scala internazionale. Questa apertura e disponibilità a essere parte della Convenzione possono riflettere un consenso comune verso l’obiettivo di eliminare la discriminazione contro le donne e promuovere i loro diritti a livello globale.

Psicologicamente, ciò potrebbe dimostrare un riconoscimento collettivo dell’importanza di queste questioni a livello mondiale, promuovendo una sensibilità culturale e sociale verso la necessità di proteggere i diritti delle donne a livello internazionale. Inoltre, potrebbe incoraggiare un senso di coesione e impegno comune tra gli Stati per affrontare le questioni relative alla parità di genere e alla discriminazione contro le donne attraverso il dialogo, la collaborazione e la cooperazione a livello internazionale.

Articolo 26.

1. Ogni Stato Parte può chiedere, in qualsiasi momento, la revisione della presente Convenzione indirizzando una comunicazione scritta in tale senso al Segretario generale delle Nazioni Unite.

2. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite decide sulle misure da prendere, se del caso, in merito ad una richiesta di questo tipo.

L’Articolo 26 stabilisce la possibilità per gli Stati Parti di richiedere una revisione della Convenzione inoltrando una comunicazione scritta al Segretario generale delle Nazioni Unite. Tale richiesta può essere presentata in qualsiasi momento.

Da un punto di vista psicologico, questa disposizione potrebbe riflettere una mentalità aperta e flessibile riguardo alla Convenzione, in cui gli Stati Parti sono incoraggiati a esaminare criticamente e adattare, se necessario, gli accordi e le politiche per garantire un progresso continuo nell’eliminazione della discriminazione di genere. Questa possibilità di revisione potrebbe derivare dalla consapevolezza che la società e le percezioni possono evolversi nel tempo, portando a nuove sfide o opportunità che richiedono aggiornamenti normativi.

Psicologicamente, questa disposizione potrebbe riflettere una volontà di adattarsi ai cambiamenti sociali, culturali e politici. Inoltre, potrebbe favorire una cultura di dialogo e revisione continua, incoraggiando il coinvolgimento attivo degli Stati nell’evoluzione delle norme e delle politiche volte a promuovere l’uguaglianza di genere su scala internazionale.

Articolo 27.

1. La presente Convenzione entrerà in vigore il trentesimo giorno dalla data del deposito presso il Segretario generale delle Nazioni Unite del ventesimo strumento di ratifica o di adesione.

2. Per ciascuno degli Stati che ratificheranno la presente Convenzione o che vi aderiranno dopo il deposito del ventesimo strumento di ratifica o di adesione, la Convenzione entrerà in vigore dopo trenta giorni dalla data del deposito dello strumento di ratifica o d’adesione dello Stato medesimo.

L’Articolo 27 stabilisce le condizioni per l’entrata in vigore della Convenzione. Essa diventerà ufficialmente operativa il trentesimo giorno successivo al deposito del ventesimo strumento di ratifica o di adesione presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.

Dal punto di vista psicologico, questa disposizione potrebbe sottolineare l’importanza dell’unità e della partecipazione collettiva nel promuovere l’uguaglianza di genere. In un contesto internazionale, la Convenzione inizia ad avere effetto una volta che un numero significativo di Stati l’ha ratificata o aderita, simboleggiando un consenso ampio e un impegno comune verso la promozione dei diritti delle donne. Questo meccanismo di attivazione potrebbe riflettere la solidarietà tra le nazioni nell’affrontare le questioni legate alla parità di genere, dimostrando che tale impegno richiede un’azione collettiva e coordinata.

Articolo 28.

1. Il Segretario generale delle Nazioni Unite riceverà, e comunicherà a tutti gli Stati il testo delle riserve che saranno state fatte al momento della ratifica o dell’adesione.

2. Non sarà autorizzata nessuna riserva incompatibile con l’oggetto e lo scopo della presente Convenzione.

3. Le riserve potranno essere ritirate in qualsiasi momento per mezzo di notifica indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite, che informerà tutti gli Stati Parti della Convenzione. La notifica avrà effetto alla data di ricezione.

L’Articolo 28 si occupa delle riserve che gli Stati possono fare al momento della ratifica o dell’adesione alla Convenzione.

Da un punto di vista psicologico, questo articolo potrebbe riflettere la delicatezza e la complessità delle sfide nell’armonizzare le leggi e le pratiche nazionali con gli standard internazionali, in questo caso, quelli relativi ai diritti delle donne. L’articolo sottolinea l’importanza di una coerente e univoca adesione agli obiettivi e allo spirito della Convenzione, vietando riserve che possano essere incompatibili con il suo scopo.

La possibilità di ritirare le riserve potrebbe essere vista come un segno di apertura e flessibilità nel processo di adesione, consentendo agli Stati di riconsiderare e allinearsi, nel tempo, ai principi condivisi dalla Convenzione. Questo articolo potrebbe sottolineare l’importanza della coerenza e dell’unità nella promozione dei diritti delle donne, indicando che le riserve devono essere in linea con lo spirito della Convenzione e la sua finalità di garantire l’uguaglianza di genere.

Articolo 29.

1. Ogni controversia tra due o più Stati Parti concernente l’interpretazione o l’applicazione della presente Convenzione che non sia regolata per via negoziale, sarà sottoposta ad arbitrato, a richiesta di una delle parti. Se nei sei mesi che seguono la data della domanda di arbitrato le parti non giungono ad un accordo sull’organizzazione dell’arbitrato, una qualsiasi delle parti può sottoporre la controversia alla Corte Internazionale di Giustizia, depositando una richiesta conforme allo Statuto della Corte.

2. Ogni Stato Parte potrà dichiarare, al momento della firma, della ratifica o dell’adesione alla presente Convenzione che non si considera vincolato alle disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo. Gli altri Stati Parti non saranno vincolati dalle suddette disposizioni nei confronti di uno Stato Parte che avrà formulato tali riserve.

3. Ogni Stato Parte che avrà formulato una riserva in conformità alle disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, potrà, in qualsiasi momento togliere tale riserva, per mezzo di una notifica indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite.

L’Articolo 29 offre un meccanismo di risoluzione delle controversie tra Stati Parti in merito all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione.

Dal punto di vista psicologico, questo articolo potrebbe riflettere la necessità di avere un processo strutturato e pacifico per risolvere i disaccordi tra gli Stati. L’offerta di un percorso di arbitrato o la possibilità di ricorrere alla Corte Internazionale di Giustizia mostra l’importanza di meccanismi terzi, neutrali e imparziali per dirimere le dispute.

La possibilità per uno Stato Parte di dichiarare una riserva riguardo alle disposizioni di questo articolo evidenzia la volontà di alcune nazioni di limitare la propria partecipazione a determinati aspetti della Convenzione. Tuttavia, l’articolo sottolinea che gli altri Stati non saranno vincolati da tali riserve, suggerendo l’importanza di un impegno collettivo e non limitato nell’applicare i principi sottesi alla Convenzione. La facoltà di ritirare una riserva in qualsiasi momento potrebbe indicare un’apertura al dialogo e alla revisione delle posizioni assunte, incoraggiando una maggior adesione agli standard della Convenzione nel tempo.

Articolo 30.

La presente Convenzione, i cui testi, inglese, arabo, cinese, spagnolo, francese e russo fanno ugualmente fede, sarà depositata presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.

In fede di che, i sottoscritti deliberatamente autorizzati hanno firmato la presente Convenzione.

L’inclusione di un articolo finale come l’Articolo 30, che tratta principalmente della disposizione relativa al deposito della Convenzione presso il Segretario generale delle Nazioni Unite e conferma la validità dei testi in diverse lingue, potrebbe avere un significato psicologico legato alla natura ufficiale e formale dell’accordo.

Questo articolo sottolinea la volontà dei firmatari di conferire alla Convenzione un riconoscimento legale e ufficiale a livello internazionale. L’uso di diverse lingue ufficiali indica la volontà di rendere il documento accessibile a un pubblico più ampio e la sua portata globale. La firma della Convenzione da parte di rappresentanti ufficialmente autorizzati è un atto che sottolinea l’impegno solenne degli Stati Parti a rispettare e attuare le disposizioni e i principi sanciti nella Convenzione stessa.

bibliografia

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